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Mercato: Il Napoli non ha fretta
Dopo il risanamento societario, presidente e manager fanno professione di prudenza

16 Luglio 2002 -- Ieri sono stati finalmente allontanati gli spettri del fallimento, della scomparsa del glorioso simbolo del Calcio Napoli, grazie a Salvatore Naldi, un imprenditore napoletano che ha mostrato di avere coraggio e determinazione: con un investimento clamoroso (100 milioni di Euro, 200 miliardi di vecchie lire) in 22 giorni ha gettato le fondamenta di quella che lo stesso Naldi ha definito «una impresa, un’azienda da portare avanti con managerialità, non una semplice avventura».

Ora l'attesa dovrebbe essere concentrata sul mercato, dove il Napoli finora non ha fatto alcun movimento.

A ricordare le parole del presidente, però, qualche indicazione sulla strategia societaria dovrebbe essere possibile.
Mai più sopravvivere grazie a prestiti di altre squadre avevano detto Naldi e Marchetti («Ti danno una mano, poi in cambio te le chiedono tutte e due», aveva sottolineato quest'ultimo) nel giorno della presentazione dell'allenatore e del general manager.

Qualche giorno dopo Colomba aveva aggiunto: «Cercherò di valorizzare coloro che finora non si sono espressi al massimo».

Ieri il presidente ha ulteriormente precisato la strategia: «Non abbiamo fretta, non dobbiamo fare affari con urgenza» aveva subito sottolineato Naldi rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano notizie sul mercato.

Del resto, per chi deve comprare è meglio non sbandierare le proprie necessità, col rischio che si possano incrementare i costi.

Il presidente ha ribadito che nella strategia del club c'è la rivalutazione di quei giocatori costati molto (Sesa, Husain, Vidigal, anzitutto, ma anche chi come Troise ha visto un tracollo della propria quotazione) e che alla fine per vari motivi non hanno reso secondo le aspettative sia sul campo, che in sede di mercato, dal momento che non vi sono richieste per il loro acquisto.

«Noi - ha ribadito Naldi - vogliamo tirare fuori il meglio dal gruppo che attualmente è al lavoro in Alto Adige. Vogliamo provare a rivitalizzare quei giocatori che nell’ultima stagione non sono stati in grado di dare il meglio. È una sfida nella sfida. Poi penseremo anche al mercato».

Anche il General Manager ha confermato la strategia: Marchetti non si sente autorizzato a «parlare di acquisti» a seguito degli ingenti investimenti del Presidente che hanno consentito il ripianamento del deficit e la ricapitalizzazione. «Basta poco per ricadere negli errori appena cancellati da Naldi» ha precisato.