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Napoli sconfitto: torna la paura
Una pessima prestazione degli uomini di Colomba consente al Venezia di effettuare il sorpasso. Situazione di nuovo difficile

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24 Maggio 2003 -- La cronaca della gara

Doveva essere la gara della tranquillità, ma le promesse della vigilia sono clamorosamente franate al momento decisivo. E' stato il solito Napoli formato trasferta: fragile in difesa e nella zona nevralgica del campo, inconsistente sugli esterni ed impreciso e sconclusionato nella zona offensiva.
Contro l'ennesima prestazione deludente degli uomini di Colomba, al Venezia è bastato mettere un quoziente di cattiveria e determinazione in più per far propria la gara.

Quello andato in scena al Penzo, comunuqe, è stato uno spettacolo molto triste, tra due squadre che hanno confermato di meritare il posto in classifica che occupano.
Per lunghi tratti, infatti, le due formazioni hanno messo in mostra tutti i loro limiti e le loro inadeguatezze: nel corso del primo tempo, in particolare, non si è registrata alcuna azione degna di nota.

A rinforzare lo spettacolo ci ha pensato però, Pierluigi Collina assegnando due rigori: il primo contro il Napoli per un intervento di Bonomi su Marcon (avvenuto però al limite dell'area) che Poggi ha trasformato con un tiro imparabile.
Poi l'arbitro più famoso del mondo ha concesso una massima punizione anche al Napoli per un "affondamento" di Vidigal in piena area di rigore. Anche Dionigi si è confermato implacabile dal dischetto spiazzando Soviero.

Questi gli unici episodi salienti di un primo tempo nel quale il Napoli ha inizialmente 'giochicchiato', salvo poi andare in difficoltà su alcuni spunti veloci del Venezia e mostrare grande impaccio dopo essere passato in svantaggio.

Nella ripresa, la gara è proseguita sulla stessa falsariga continuando a mostrare un Napoli inconsistente ed un Venezia che pur senza fare sfracelli ha continuato a pungere di più soprattutto grazie ad una maggiore cattiveria agonistica ed agli spunti veloci di Marcon che hanno spesso messo in difficoltà la retroguardia azzurra.

Il gol decisivo è nato però da una caterva di indecisioni ed errori in serie: un appoggio fuori misura di Manitta a D'Angelo stava per finire sui piedi di Poggi che si apprestava ad entrare tutto solo in area di rigore. Per evitare il pericolo lo stesso D'Angelo è stato costretto al fallo proprio al limite dell'area.
Proprio dalla punziione successiva è scaturito il gol: il gran tiro di Maldonado è stato deviato da Martinez ed ha ingannato Manitta che è riuscito solo a toccare la palla ma senza impedire che la stessa finisse in rete.

A quel punto mancavano 35 minuti più recupero al termine, ma il Napoli nonostante un pizzico di buona volontà in più non è risucito a trovare il pari.
Nonostante l'inserimento di Floro Flores abbia accresciuto la pericolosità della manovra azzurra, alla fine il Napoli ha collezionato solo una serie di mischie furibonde in area di rigore nelle quali alcuni tiri (Dionigi e Vidigal) sono stati fortunosamente rimpallati.
L'unica parata decisiva di Soviero è giunta al 34' su un tiro di destro dal limite da parte di Pasino che il portiere veneziano ha deviato sopra la traversa.
Ancora Floro Flores ha minacciato con un bel cross e con un tiro dal limite la difesa veneziana, ma alla fine il Napoli non è riuscito a trovare il pari.
Nel finale, inoltre, c'è stato tempo anche per il terzo rigore della gara, assegnato da Collina per un fallo di Bocchetti su Poggi. L'attaccante lagunare ha però fallito la conclusione dal dischetto lasciandosi prima respingere la conclusione da Manitta e poi sulla ribattuta mandando la palla a stampare sulla traversa a porta sguarnita.
Lo scampato pericolo però non è servito al Napoli per riacciuffare la gara: anche i cinque minuti di recupero finali sono trascorsi senza eccessivi pericoli per Soviero.

Così il Napoli, scavalcato dal Venezia, si ritrova di nuovo in piena bagarre: a parziale consolazione degli azzurri sono giunti i risultati dagli altri campi, con le sconfitte di Genoa e Catania che lasciano ancora tre punti di vantaggio dall'inferno della retrocessione.

Purtroppo, però, la sconfitta del Catania ha significato anche la vittoria della Ternana che sabato prossimo sarà ospite al san Paolo per giocarsi le residue possibilità di promozione (gli umbri sono a tre punti dal quarto posto).

Per il Napoli la gara di sabato diventa drammatica anche considerando che il Catania ospiterà il Livorno già da settimane in quasi totale disarmo.

Insomma, le due settimane di tranquillità promesse dai calciatori ai tifosi sono rimaste nel libro dei sogni: ci sarà da soffrire fino all'ultimo minuto.