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Calciopoli: udienza rinviata
La decisione presa a seguito del'assenza dei testimoni per via del caos voli

20 Aprile 2010 -- E' stata rinviata al 27 aprile l'udienza del processo a Calciopoli in programma oggi a Napoli. La decisione del collegio arbitrale è stata adottata dopo aver preso atto dell'assenza, a causa del blocco dei voli, dei due testi citati dall'accusa e che avrebbero dovuto testimoniare oggi: l'ex allenatore di Milan e Juventus Carlo Ancelotti e l'ispettore di polizia Salvagno che ha svolto indagini sulla base delle intercettazioni disposte dalla procura di Torino.

Nelle successive udienze saranno ascoltati gli ultimi testimoni indicati dal pubblico ministero. Tra questi, l'allenatore del Manchester City, Roberto Mancini, l'ex arbitro Gianmario Cuttica e Cosimo Ferri, della commissione tesseramenti della Figc e il calciatore Fabio Vignaroli. Tutti i testimoni furono già ascoltati nel corso delle indagini in qualità di persone informate sui fatti.

I due testi verranno sentiti nella prossima udienza. Il tribunale incaricherà, nell'udienza del 4 maggio, un perito per la trascrizione delle intercettazioni telefoniche indicate dalla difesa di Luciano Moggi, più altre annunciate oggi dai legali dell'ex designatore arbitrale Pierluigi Pairetto. La procura, dal canto suo, con il pm Giuseppe Narducci ha annunciato che a partire da domani saranno a disposizione degli avvocati gli atti di un supplemento dell'attività investigativa. Al termine dell'udienza l'ex arbitro Massimo De Santis, tra gli imputati del processo, è intervenuto per fare delle dichiarazioni spontanee.

Come annunciato nel corso della scorsa udienza, le telefonate indicate dalla difesa di Moggi saranno acquisite agli atti del processo di Calcipoli. Il presidente della nona sezione del Tribunale di Napoli, Teresa Casoria, ha spiegato che il 4 maggio verrà dato al perito l'incarico di trascrivere le conversazioni, comprese una ventina di telefonate che indicherà la difesa dell'ex designatore Pierluigi Pairetto. All'acquisizione, nella scorsa udienza, non si era opposto il pubblico ministero. Il Tribunale, in quella circostanza, aveva sottolineato che non c'erano preclusioni riportandosi a una precedente ordinanza secondo la quale i difensori, in qualunque fase del dibattimento, potevano indicare eventualmente telefonate da acquisire.

"La mia vita è stata sconvolta, se ho sbagliato sono pronto a pagare, ma se a sbagliare sono stati altri è giusto che paghino loro". L'ex arbitro di calcio Massimo De Santis, indicato dalle indagini come componente della cosiddetta 'combriccola romana', è intervenuto così nel corso della breve udienza del processo a Calciopoli che si è tenuta oggi nell'aula 216 del tribunale di Napoli. "Sono stato intercettato - ha detto De Santis rendendo dichiarazioni spontanee - e la mia vita passata al setaccio anche attraverso attività illecita messa in atto dal gruppo Telecom Pirelli. Hanno messo sotto osservazione me e la mia famiglia, i miei spostamenti e anche i pernottamenti negli alberghi. Per aver preso 23 magliette da distribuire ai miei collaboratori in occasione di un Lecce-Juventus, mi è stato attribuito un profilo mafioso e mi hanno accusato di aver costituito la combriccola romana. Per tutte queste cose - ha proseguito De Santis - non sono potuto uscire di casa e non avrei dovuto aspettare quattro anni per sapere che la combriccola romana con la partita Lecce-Parma non c'entra nulla. Sono stato zitto quattro anni, penso di aver diritto di dire la mia". A questo punto De Santis è stato interrotto dal presidente del collegio giudicante, Teresa Casoria: "Le ricordo che lei è ancora imputato, vedo che si considera già assolto". "Ma la mia vita - ha replicato De Santis - è stata sconvolta". Immediata la risposta del presidente Casoria: "Come capita a tutti quelli che vengono sottoposti a giudizio penale".

Fonte: Ansa