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Colomba alla squadra: Non affondo solo io
Duro sfogo del tecnico con la squadra alla vigilia del match con l'Ascoli, ultima spiaggia.

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14 Dicembre 2002 -- Il vento è cambiato e Colomba lo sa: la rivoluzione di Naldi può travolgere in pieno il tecnico grossetano e costringerlo ad abbandonare l'impresa iniziata a luglio scorso, dopo cinque mesi di fallimenti e di risultati negativi.

In realtà, Colomba sa perfettamente che nelle attuali condizioni di classifica in qualsiasi altra società la sua panchina sarebbe a rischio e che il decisionismo di Naldi degli ultimi giorni segna anche la fine della fiducia illimitata finora concessagli dal presidente.

Per questo, il tecnico del Napoli sembra mostrare nervi a fior di pelle e le cronache dei giornali riportano una durissima 'reprimenda' rivolta alla squadra nel corso dell'ultimo allenamento prima di partire per le Marche.

"Qui è una questione di volontà, occorre battersi, serve più cattiveria nella fase difensiva, perchè in attacco la qualità non manca, ce l'abbiamo" ha urlato nel corso dell'allenamento.

Poi l'affondo con il quale ha messo chiamato la squadra alle sue responsabilità: "Se pensate che a rimetterci sia soltando io, vi sbagliate di grosso. Se le cose vanno male, ci rimettete pure voi. Se si va nella merda, ci andiamo tutti insieme. Se invece vinciamo, ci togliamo qualche sfizio".

Insomma, il silenzio stampa imposto da Naldi su indicazione del nuovo responsabile delle comunicazioni, Mario Corica, è stato rotto da Colomba con le urla nel corso dell'allenamento, con la chiara intenzione di far comprendere a tutti di non ritenersi unico responsabile dello sfascio.

Nessuna replica è giunta naturalmente dalla squadra che - stando alle indiscrezioni - si è sentita ripetere una ramanzina di tenore analogo anche negli spogliatoi.

Le parole di Colomba possono essere sicuramente interpretate come un rifiuto a calarsi nella parte di capro espiatorio della drammatica classifica, ma anche come un segnale alla squadra sull'onda del 'repulisti' che Naldi sembra intenzionato a compiere anche tra i calciatori.

Resta da comprendere se la squadra ha recepito il segnale e se le altissime tensioni che si respirano nel clan azzurro serviranno a dare una scossa o paralizzeranno ulteriormente le già modeste qualità dell'organico.
La risposta - come sempre nel calcio - la darà il campo.