CalcioNapoliNews.it
Cerca tra gli articoli
gif
link Homepage    link Email    linkForum     link Chi siamo    link Links     Maradona DayMaradona Day
   linkFile Audio Gol    Area Jolly- Foto, ScreenSaver, Desktop, ...Area Jolly    La Rosa La Rosa     Archivio StoricoArchivio Storico
Reja, il tecnico che va avanti in silenzio
Sempre nel mirino, sotto osservazione, pronto a ricevere le critiche e ad assorbirle senza reagire

foto
08 Ottobre 2007 -- Eddy Reja anche stavolta fa il punching ball, lo sfogatoio; soprattutto fa buon viso a cattivo gioco e ascolta senza replicare. Sabato notte a San Siro il presidente ha tuonato un’altra volta, se l’è presa con Reja e con le sue decisioni sulle convocazioni, sulle sostituzioni «Il presidente è competente, se ha detto queste cose ha ragione, visto che abbiamo perduto», la sua replica pacata e serena. Troppo tranquilla per essere vera. E invece deve essere considerata tale. Reja è sereno, lo è davvero.

Anche se nessuno al mondo è capace di sentirsi criticare a scadenza fissa, senza provare nemmeno un pizzico di rabbia. Reja giura a chi gli sta vicino, che tutto va benissimo, pure se ricevere certe stilettate non fa piacere. Non ha intenzione né voglia di scivolare sul terreno della polemica, non si sfoga nemmeno con chi gli sta vicino. Ieri se n’è stato tranquillo a riflettere sulla partita, forse anche sulle ultime parole del presidente, e ha deciso di fare come sempre, di incassare. Non parla ufficialmente, non parla nemmeno in via ufficiosa, semplicemente ha messo l’episodio di San Siro in naftalina e andrà avanti come se non ci fosse stato. Aspetta che torni il sereno, Eddy Reja, e nel frattempo si avvicina al compleanno numero sessantadue: il 10 ottobre spegnerà le candeline, sa già che per mercoledì mattina la tensione sarà svanita, arriverà una telefonata di auguri da parte del patron, le acque torneranno serene come è già accaduto in passato.

C’è abituato l’allenatore azzurro, perché in quasi tre anni di Napoli, è già capitato tante volte. In serie C dopo una vittoria contro il Martina Franca, in serie B dopo un pareggio sul Bari. Parole spesso dure, molto più di quelle dell’altra sera, perché quando De Laurentiis parte in quarta è inarrestabile: «Sono costretto a subire queste fregnacce che vengono fatte da una persona che a 60 anni, dovrebbe avere un’esperienza tale da non commetterle mai. Reja ha già sbagliato in passato...», lo sfogo è datato 12 marzo 2006. Cominciò davanti alle telecamere di Sky, proseguì davanti ai taccuini dei giornalisti. Le parole riportate sono, naturalmente, edulcorate. Anche in quel caso l’allenatore reagì... senza reagire. Silenzio in attesa di tempi migliori. Anche perché, come è sempre accaduto fino ad ora, dopo le critiche arriva lo zuccherino delle parole di stima, rispetto, fiducia. Non s’è mai sentito in bilico sulla panchina azzurra, Eddy Reja. Forse anche per questo motivo ha sempre accettato tutto: da un lato le critiche, dall’altro la costante riconferma.

È accaduto nei giorni difficili della serie C, nei giorni entusiasmanti della promozione in serie A. Accade anche oggi che il Napoli si ritrova tra le grandi: Reja non si tocca, il messaggio è questo, anche dopo le sfuriate. Reja, allora, se ne sta tranquillo. L’unica cosa che gli ha dato fastidio, è stato l’approccio sbagliato nel dopopartita televisivo. Non sapeva delle parole di De Laurentiis, era convinto che gli arrivassero critiche da parte dei giornalisti, s’è stizzito. Quando gli hanno spiegato che quelle parole le aveva dette il suo patron, ha chiesto scusa e ha fatto dietrofront accettandole: alle parole dei critici si può reagire, quelle del presidente bisogna accettarle senza far polemica.
Paolo Barbuto
Fonte: Il Mattino