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Marino: "Possiamo vincerle tutte"
Il dg ha tenuto a rapporto Reja e i tutti i giocatori

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09 Maggio 2007 -- E’ durato circa un’ora il faccia a faccia tra Reja e i calciatori dopo il ko di Mantova. Cinquanta minuti per l’esattezza. Ha voluto parteciparvi anche il direttore generale Pier Paolo Marino. Facile immaginare cosa si siano detti all’interno delle quattro mura dello spogliatoio. Ma deve essere stato un colloquio anche deciso viste le espressioni dei calciatori e del tecnico al termine della lunga riunione. Di sicuro, Reja e Marino avranno censurato il comportamento di Maldonado, protagonista sabato scorso di uno spiacevole diverbio con Gatti e Montervino al termine del primo tempo.
Il difensore era presente all’appuntamento, seppure reduce da una gastrite.Avrebbe recitato un sincero mea culpa davanti a tutti i compagni.

Chiarimento - Probabilmente Maldonado aveva capito già da solo di averla fatta grossa. Ma ieri Marino è voluto tornare sull’argomento. L’ha fatto davanti a tutti, chiamando in causa sia Montervino che lo stesso Maldonado e chiarendo definitivamente la questione. La società non tollera certi comportamenti, l’ha ribadito per l’ennesima volta il direttore generale. Nessun attrito, quindi, nello spogliatoio. Nessuna frizione tra il difensore e il capitano che come tale era intervenuto a Mantova per calmare gli animi ed evitare scene poco edificanti davanti a tutti. Il chiarimento è servito a riportare una certa serenità all’interno dello spogliatoio.

Crediamoci - Nel corso dell’incontro, poi, il direttore generale ha richiamato l’attenzione di tutti su questo finale di campionato che si preannuncia incandescente. « Mancano cinque gare al termine. Se ci crediamo, potremmo trasformarle in cinque vittorie. Continuiamo con la stessa determinazione mostrata finora. In fondo a Mantova senza quella distrazione in occasione del gol e l’espulsione avremmo ottenuto un altro risultato positivo » . La società si aspetta, quindi, un pronto riscatto dalla squadra a Brescia. Ha fiducia nel gruppo e nel lavoro del tecnico. Crede nella professionalità di coloro che negli ultimi tempi hanno trovato poco spazio e che ora potrebbero essere chiamati in causa. L’allusione è per Bucchi e De Zerbi, sospettati senza ragione di voler tirare i remi in barca. Ieri De Zerbi, uscendo dagli spogliatoi, ha risposto con fermezza a un tifoso che gli chiedeva di dare di più: « A me non si può rimproverare nulla, mi ritengo un professionista serio » .

Voglia di guarire - « Ce la farò. Devo farcela » . Maurizio Domizzi rassicura alcuni tifosi che vedendolo lasciare il campo di allenamento dopo neanche dieci minuti di corsetta gli chiedono se riuscirà a recuperare per Brescia. Ha l’espressione di chi è convinto di non saltare un appuntamento così importante. Tra l’altro è anche un ex di lusso. Fu il tecnico De Biasi a volerlo nelle rondinelle in serie A. L’aveva avuto nel Modena e ne apprezzava la duttilità tattica. Ma Domizzi è l’espressione più autentica di quanto lo spogliatoio del Napoli sia responsabile e tenga a centrare l’obiettivo promozione. Come lui, anche gli altri infortunati. C’è voglia da parte di tutti di superare gli acciacchi e mettersi a disposizione di Reja. Solo per Bogliacino, e gli squalificati (Maldonado e Dalla Bona), esiste la certezza di non poterli impiegare. Gli altri, invece, stanno già stringendo i denti. A cominciare da Montervino, che ha lavorato in palestra, per smaltire la contrattura all’adduttore sinistro per terminare con Sosa che si è allenato seppure con prudenza.
R. Cesarano
Fonte: Corriere dello Sport