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Calciocaos: non è finita!
Nuovo capitolo dell'inchiesta con 48 avvisi di garanzia, 8 aribitri sotto accusa, nuovi elementi contro Moggi, coinvolto anche il Messina.

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13 Aprile 2007 -- NAPOLI - Ci sono anche due arbitri scesi in campo nel turno di serie A disputato sabato scorso tra i nuovi indagati dell'ultima tranche dell'inchiesta condotta dalla procura di Napoli sugli illeciti nel massimo campionato di calcio. Ma non Ŕ questa l'unica novitÓ clamorosa: nel mirino dei magistrati sono finite infatti anche altre societÓ e altri incontri di cui non si era parlato nella precedente fase delle indagini.

Complessivamente la procura di Napoli ha emesso oggi 48 avvisi di conclusione delle indagini preliminari. Un passaggio che potrebbe rappresentare un altro clamoroso scossone al mondo del calcio. Per gli arbitri Gianluca Paparesta, Salvatore Racalbuto, Stefano CassarÓ, Antonio Dattilo, Paolo Bertini (sabato ha arbitrato Reggina-Inter e questa sera avrebbe dovuto arbitrare il big match tra Genoa e Bologna ma Ŕ stato momentaneamente sospeso), Marco Gabriele, Massimo De Santis, Tiziano Pieri (sabato era in campo a Lecce per Catania-Roma) e l'assistente di gara Marcello Ambrosino Ŕ stato ipotizzato il reato di associazione per delinquere.

Lo stesso reato Ŕ ipotizzato per Luciano Moggi, gli ex designatori Paolo Bergamo e Pier Luigi Pairetto e il direttore sportivo del Messina, Paolo Fabiani. La nuova societÓ coinvolta Ŕ invece il Messina finita sotto inchiesta per la partita contro la Fiorentina del 28 novembre 2004 (finý 1-1). Per tale incontro risultano indagati Moggi, il direttore sportivo del Messina Mariano Fabiani, l'arbitro Gianluca Paparesta e il quarto ufficiale di gara Antonio Dattilo.

Gli sviluppi dell'inchiesta condotta dai pm di Napoli, Filippo Beatrice e Giuseppe Narducci, sono collegati in particolare al contenuto di intercettazioni telefoniche trasmesse ai magistrati napoletani dalla Procura di Torino nonchÚ dall'esame dei tabulati di una serie di telefoni cellulari adoperati dall'ex direttore generale della Juventus, Luciano Moggi.

Fonte: La Repubblica