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Napoli blinda i bomber
Palermo e Toro su Calaiò, Rimini e Siena su Bucchi: i due sono intoccabili

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02 Gennaio 2007 -- Ci hanno provato, del resto «tentar non nuoce»: vuoi vedere che il Napoli davanti a una proposta concreta non pensi davvero di privarsi di Bucchi, finora a disagio negli schemi di Reja? Così, alla vigilia di Capodanno, sono entrati in azione emissari della capolista Rimini. Pare che i romagnoli abbiano messo sul piatto della bilancia una cifra importante (poco meno di tre milioni di euro), cash, accollandosi anche il lauto ingaggio che percepisce l’attaccante marchigiano. Bucchi in coppia con Jedà (già a otto reti) e gli assist di Ricchiuti, alla formazione di Acori il viatico per la A sarebbe stato bello che spianato.

Ma il Napoli, che ha versato tre milioni e mezzo di euro al Modena per accaparrarsi l’ex bomber della B, ha risposto picche: « Bucchi non si muove da qui, tantomeno passerebbe a una diretta concorrente. Grazie per l’interessamento, il giocatore è incedibile. Anzi, aspettiamo i suoi gol per consolidare la posizione in classifica ». A lui aveva pensato anche il Siena.

De Laurentiis e Marino, invece, non si sono lasciati incantare dall’offerta, pur allettante. Bucchi era e resta un giocatore sul quale puntare per risolvere i problemi in zona gol del Napoli. Fantasie di radiomercato, l’ipotesi di una sua cessione a gennaio per lo scarso appagamento del calciatore a causa della panchina fatta di recente. Il Napoli confida nelle qualità realizzative di Bucchi mentre l’attaccante non aspetta altro che ripagare la fiducia.

Ma se il Napoli ha blindato il suo maggiore investimento estivo, figuriamoci con Emanuele Calaiò. Presidente e direttore generale hanno alzato una cortina d’acciaio intorno al bomber, autore peraltro di ben diciassette reti nel 2006 di cui dieci in C1 e sette in B. Il Torino ha tentato di riprendersi la punta cresciuta e valorizzata nel vivaio granata proponendo soldi più Abbruscato. Avrebbe così rimpiazzato Stellone, corteggiato dal Palermo. Anche qui, niente da fare. Figuriamoci De Laurentiis che stravede per l’arciere siciliano mentre Marino si vanta ancora di averlo portato a Napoli (in C1) a gennaio del 2005. Calaiò non si tocca, anche perchè nel frattempo è diventato il beniamino numero uno dei tifosi, come testimoniato dalle centinaia di magliette con il suo nome vendute durante il periodo natalizio

Eppure, il Palermo, provando a toccare anche le corde del sentimento dell’attaccante (Calaiò è palermitano purosangue, cresciuto nel Panormus) si è fatto avanti senza scrupoli con Marino: « Che ne direste di cedere Calaiò? Possiamo agevolarvi nel rimpiazzarlo opportunamente; potremmo accordarci sulla valutazione » . Neanche a parlarne. Intransigente il Napoli: « Emanuele non parte, neanche per tutto l’oro del mondo. Lui è il nostro fiore all’occhiello. Tra pochi giorni ( l’ 8 gennaio, ndr) entrerà nei venticinque anni e deve ancora sprigionare tutto il suo talento ».

Bucchi-Calaiò, il Napoli toglie dal mercato i suoi pezzi pregiati. Semmai potrà prendere in considerazione l’ipotesi di parcheggiare altrove Inacio Pià per dargli modo di maturare, oppure di privarsi di Sosa ma sui due futuri gemelli del gol meglio stare alla larga. Chi pensa che De Laurentiis e Marino si lascino incantare dalle offerte in euro, oppure da scambi, si sbaglia di grosso. Spetta a Reja creare le condizioni perchè Bucchi e Calaiò possano coesistere e facciano quello che sanno fare meglio e hanno sempre fatto: i gol. E ora, tutte le energie concentrate nella caccia all’esterno sinistro.

Rino Cesarano
Fonte: Corriere dello Sport