CalcioNapoliNews.it
Cerca tra gli articoli
gif
link Homepage    link Email    linkForum     link Chi siamo    link Links     Maradona DayMaradona Day
   linkFile Audio Gol    Area Jolly- Foto, ScreenSaver, Desktop, ...Area Jolly    La Rosa La Rosa     Archivio StoricoArchivio Storico
Le stelle azzurre
Questa settimana Sim ci ricorda il centrocampista Giovanni Improta

06 Dicembre 2006 -- Nel Campionato 1969-70, Corrado Ferlaino acquistando un ulteriore 21% delle quote societarie, diventa azionista di maggioranza e parte così il risanamento della società. Vengono ceduti Claudio Sala al Torino, Canè, Guarneri, Nielsen e Amedeo Stenti. Viene riscattato dalla Spal il giovane Giovannino Improta ( nato a Napoli il 22/01/1948 ) ragazzetto di belle speranze, cioè un 21enne che nel campionato di B aveva ben impressionato. Idolo delle ragazzine dell’epoca, capelli lunghi e biondo, aveva una certa classe nelle sue movenze, una bella visione di gioco e un certo fiuto del gol. Chiappella lo vedeva spesso, tanto che nelle partite di allenamento con la De Martino (Primavera di oggi), lo schierava spesso alle spalle delle due punte, Altafini inamovibile e uno tra il vecchio Barison e il talentuoso Canzi. A centrocampo la concorrenza c’era, e anche di qualità, Bianchi, Juliano, Montefusco, Manservisi si contendevano tre maglie e spesso Gianni Improta si trovava in panchina ad aspettare il momento buono. All’epoca non c’era bisogno di avere rose esagerate e gli infortuni erano molto inferiori ad oggi.

Il 1970 sarà ricordato come l’anno dei mondiali messicani e della famosa semifinale con la Germania (4-3) e del primo e unico scudetto storico conquistato dal Cagliari del grande Gigi Riva. Il Napoli arriverà sesto con 31 punti in 30 partite, 10 vittorie, 11 pareggi e 9 sconfitte, il solito campionato a centroclassifica con 5 vittorie in casa (Juventus, Verona, Vicenza, Bari e Torino) e 5 vittorie fuori casa (Torino, Lazio, Bologna, Fiorentina e Brescia).

Giovanni Improta, esordisce il 14 settembre del 1969 a Vicenza e non fu un bel esordio, perdemmo 2 a 3 con una doppietta di Altarini. Ma il ragazzo aveva fatto vedere dei numeri notevoli, soprattutto nello stretto e nei passaggi filtranti, ricordo a fine partita, ebbe gli elogi di Juliano ed Altarini e dopo 4 mesi ci fu la consacrazione definitiva. A Napoli scende il Verona, temibile squadra, il Napoli va in vantaggio con il vecchio Hamrin, ala piccola ma rapida e micidiale nei colpi di testa nonostante l’altezza non elevata (1,70). Il Verona pareggia e ad un quarto d’ora dalla fine Improta segna il suo primo gol in A, con un tiro dai 20 metri. Lo stadio San Paolo urlante ed in piedi ad applaudire, me compreso, in un mare di fuochi d’artificio che però non scoppiavano mai in campo.

Dopo questo successo il Napoli batte il Vicenza in casa per 1 a 0 con il gol del terzino Monticalo. Si va a Firenze, stadio difficile, gol viola, paregio di Ottavio Bianchi e poi Altafini viene sgambettato in area di rigore, l’arbitro lo fischia ed udite udite chi va sul dischetto, il giovane Improta. Chiappella lo aveva promosso, aveva capito che responsabilizzando il giovane talento il Napoli ne avrebbe guadagnato e credetemi, all’epoca calciare il rigore era molto difficile per un giovane, di solito andava il più esperto, ma Giannino tira e spiazza il portire, il Napoli vince a Firenze e torna a casa convinto di avere un nuovo Juliano!!!

Improta si ripete ancora la domenica successiva segnando sempre sul rigore al Bari (1-0) e conclude degnamente un campionato che lo vede tra i migliori giovani del torneo. Nel Napoli gioca altri tre campionati non confermando mai però le promesse, diventa discontinuo e questo gli creerà parecchi problemi con la stampa napoletana.

Nel 1972-73 resterà storica la sua prima ed unica tripletta in serie A contro la Fiorentina, squadra del suo destino. Ferlaino nonostante ciò lo cede l’anno successivo perché non piaceva a Vinicio che credeva nel lavoro e nella velocità, il suo credo non era allineato ad Improta, non un fulmine di guerra per le sue tattiche simili allo Zeman di oggi!!! Improta va prima alla Sampdoria, poi all’Avellino ed infine a Catanzaro dove si prenderà alcune belle rivincite contribuendo alla promozione in A dei calabresi. Nel 1979 ritorna a Napoli come il figliuol prodigo ma non andrà per niente bene ed infatti l’anno successivo concluse la sua carriera a Lecce.

Ricorderò comunque sempre il suo attaccamento alla maglia azzurra ma anche l’incapacità di reggere il confronto con Juliano del quale non riuscì mai a copiarne le gesta, ed è per questo che non maturò mai definitivamente.
A cura di Sim