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Il Napoli e De Laurentiis vincono ma restano in C1
I tifosi napoletani si stringono attorno al loro Presidente beffato oltre che danneggiato dal comportamento di Carraro e dell’intera FIGC.

31 Agosto 2005 -- Il Consiglio di Stato, chiamato ad esprimersi dal Napoli sul suo legittimo diritto a disputare la serie cadetta al posto del Pescara e/o del Vicenza, rei di gravi irregolarità, seppur dichiarando inammissibile il ricorso per un vizio di procedura, ha però di fatto dato ragione al Napoli denunciando d’ufficio alla Procura di Roma la Federcalcio e, quindi, il suo Presidente Carraro. Confermando, quindi, la fondatezza della maxi azione risarcitoria proposta dai tifosi napoletani riuniti nel Comitato coordinato dall’Avv. Angelo Pisani coadiuvato da un pool di legali tra i quali l’Avv. Giuseppe Mazzucchiello, esperto di questa materia. E’ quanto emerge dall’ordinanza depositata ieri a tarda sera dal massimo organo amministrativo.

"E allora la conclusione - afferma il supertifoso Avv. Angelo Pisani coordinatore del Comitato dei Tifosi Napoletani mortificati (per le adesioni sono disponibili gli indirizzi e-mail tuttiperaurelio@yahoo.it e tifosinapoletanimortificati@yahoo.it nonché il fax 0815561930 e il servizio sms 3337176353) che proverà a coinvolgere anche il governatore Bassolino il Sindaco Jervolino ed il presidente della Provincia Di Palma - è che noi avremo, magari in primavera quando non servirà più a niente, Carraro e gli altri Consiglieri federali rinviati a giudizio o per il reato di inesattezze, cioè falso ideologico in atti pubblici, nella relazione con la quale la FIGC ha dichiarato in regola con i contributi previdenziali (INAIL e INPS) Pescara e Vicenza o per quello di omissione di atti di ufficio per non aver esercitato il potere-dovere di verificare la bontà delle autocertificazioni di quelle società, ma il Napoli nel frattempo starà concludendo il suo ulteriore anno nel purgatorio, anzi nell’inferno, della C su campetti da 2000 persone ove giocare a pallone è davvero un’impresa. E pericoloso per le folle che il Napoli muove in contesti non adeguatamente strutturati. Tutto ciò con gravissimo danno economico per la società, ma con la mortificazione dei più elementari diritti dei napoletani, della loro dignità ed integrità morale. Nonché dell’immagine della città".

L’avv. Giuseppe Mazzucchiello, esperto di risarcimento danni alla persona ed incaricato dal comitato di redigere il ricorso, sostiene che "il comportamento tenuto dalla FIGC è stato già censurato implicitamente dal Consiglio di Stato ove si pensi che ha rimesso gli atti alla procura, gesto non usuale da parte di un’Autorità Giudicante. E, purtroppo, solo per un vizio di procedura il Napoli non ha potuto avere giustizia. E’ evidente, quindi, che il comportamento della FIGC concretizza tutti gli estremi della fattispecie illecita, almeno, civilmente rilevante( forse anche penalmente come già detto) e certamente produttiva di danni sia patrimoniali che non patrimoniali, quali il danno morale e soprattutto quello esistenziale. Sono tanti gli elementi che consentono di affermare che vi è stato l’illecito ma il fatto più incredibile - prosegue l’Avv. Mazzucchiello - è che le regole, o per dirla meglio, l’applicazione delle regole, sono state cambiate a gioco in corso, quest’anno, come se i partecipanti al gioco fossero tutti nuovi. La FIGC ha dimenticato che il Napoli, e la città di Napoli, vi hanno partecipato anche l’anno scorso, solo che dalla rigida applicazione di quelle regole Napoli l’anno scorso ha perso la serie B che avrebbe dovuto riavere adesso con la medesima rigida applicazione. Invece quest’anno non l’ha riavuta e, quindi, l’ha ripersa, per l’applicazione elastica di quelle regole, ove il caso più eclatante è stata l’assurda deroga apportata al regolamento federale con la quale è stato eliminato il divieto dei due ripescaggi in 5 anni! Ma questo senza considerare il caso Torino, verso la cui città, forse, si è avuta un po’ di comprensione, che sul piano umano condivido, per non ripetere in un’altra città in grande crisi economica, quanto inflitto ai napoletani l’anno scorso ed ai fiorentini 4 anni fa; e per finire, che dire delle non veritiere dichiarazioni di Pescara e Vicenza, comunque alimentate anche qui da una ritardata applicazione di una legge dello Stato del 2000, quella sulla cogenza dei contributi INAIL per gli sportivi professionisti? Di certo, oltre ad essere stato mortificato nella sua dignità morale, il tifoso napoletano ha subìto anche un grande danno esistenziale, cioè ha perduto la possibilità di godere di uno spettacolo, quello della serie B oltretutto non fine a sé stesso, ma quale sarebbe stato perché caricato dallo stimolo di provare a vincere il campionato schiudendo finalmente le porte per andare a confrontarsi con l’entusiasmante realtà della serie A, cioè Milan, Juve, Inter, Roma etc, che a Napoli mancano ormai da 5 anni. Di tutto questo – conclude l’Avv. Mazzucchiello - dovrà rendere conto la FIGC davanti ai Magistrati civili. Ma non le conviene risolvere in extremis?”

L’avv. Pisani evidenzia inoltre come la FIGC abbia poi applicato, per bocca del presidente Carraro, le regole in maniera tassativa nel caso COLLINA, affermando che le regole non si possono cambiuare a giochi in corso. Ma allora questo principio è valido o no? Si Ha la sensazione netta che vi siano interpretazioni variabili a seconda degli interessi in gioco. Il ricorso si preannuncia ricco di contenuti e l’Avv. Pisani prevede un notevole esborso economico per la FIGC e per i suoi Consiglieri che sicuramente dovranno rispondere in proprio. Al Comitato dei Tifosi Napoletani, che ha già raggiunto 50.000 contatti in 15 giorni hanno già aderito moltissimi esponenti di rilievo della società civile napoletana, professionisti intellettuali, sportivi imprenditori politici ma anche tanta gente semplice uniti dal senso vero dello sport prima ancora che dal tifo; ma l’intenzione è quella di compattare tutta la città e ottenere anche la firma del Sindaco Jervolino, del Governatore Bassolino e del presidente della Provincia. Di Palma, anche per far sentire questa volta più forte la loro voce.